Una canoa per Giulia Cecchettin: Cremona unita contro la violenza di genere

[Laura Rubagotti] Oggi, 23 giugno 2026, la Canottieri Baldesio di Cremona ha ospitato un momento dal profondo valore civile e sociale: la cerimonia “LA VIOLENZA NON È MAI IN VOGA“, con l’intitolazione di un’imbarcazione alla memoria di Giulia Cecchettin e di tutte le donne vittime di femminicidio.

Il contrasto alla violenza di genere non è una reazione del momento, ma un impegno culturale profondo che deve unire istituzioni, associazioni e cittadini.

La memoria collettiva è il primo passo verso il cambiamento. Ricordare Giulia Cecchettin e tutte le donne a cui è stata strappata la vita significa rinnovare, ogni giorno, la promessa di una società basata sul rispetto, sull’ascolto e sulla tutela di ciascuna persona.

Ogni giorno, insieme, per non dimenticare e per agire.

L’iniziativa, promossa dagli Stati Generali delle Donne grazie agli Ambassador Nadia Bragalini e Carmine Scotti, è sostenuta da Provincia e Comune di Cremona, ATS Val Padana, Lions Club Cremona Europea e numerose realtà associative del territorio.

Perché una barca?
La struttura della canoa richiama concetti potentissimi per i cittadini cremonesi:

  • Il movimento e il superamento degli ostacoli 🌊
  • La capacità dei rematori di guardare avanti per raggiungere la meta 🎯
  • La scia che lascia alle spalle: le parole di oggi e il suo passaggio sull’acqua saranno un aiuto concreto per cambiare la sensibilità della comunità.

“Cremona è veramente un esempio. Nel 2023 è stata la prima provincia italiana ad essere ‘Città delle Donne’, un perimetro dove fare azioni vere, positive e concrete.”

Isa Maggi, Presidente Stati Generali delle Donne.

Le voci delle istituzioni

Il Prefetto Antonio Giannelli ha sottolineato l’urgenza dell’impegno quotidiano:

“Sensibilità ed educazione sono i due elementi essenziali per fare in modo che queste cose non accadano più.”

Il Colonnello Massimo Dell’Anna (Guardia di Finanza) ha ricordato l’importanza di

“Sensibilizzare tutti sul rispetto delle donne e sui valori della vita, in una società gloriosa che ha fatto dei valori umani la propria bandiera.”

Il Presidente della Provincia, Mariani:

“Questa imbarcazione che solca il Po porta con sé il nome di Giulia e il peso di una responsabilità collettiva: trasformare la memoria in azioni concrete di prevenzione, cultura e rispetto, affinché nessuna donna si senta più sola”.

Carmine Scotti (Lions Club) ha ribadito l’obiettivo profondo:

“Creare un legame ideale affinché il nome di Giulia diventi un simbolo permanente di libertà, rispetto e responsabilità collettiva.”

Solo una società consapevole può sconfiggere questa emergenza sociale. Lasciamo che questa scia di cambiamento non si fermi mai.