Premio Melvin Jones al socio fondatore Fulvio Rozzi nella serata dedicata alla Giustizia con Francesco Nuzzo

La prestigiosa onorificenza lionistica “Melvin Jones Fellowship”, intitolata al fondatore dell’Associazione Lions, per Fulvio Rozzi, socio fondatore del Lions Club Cremona Europea. A consegnargliela, quale riconoscimento per il suo costante impegno a favore del club e nel servizio alle persone bisognose, è stato il presidente del Lions Club Cremona Europea, Giorgio Donno, in occasione della conviviale del 20 ottobre presso l’Agriturismo Breda de’ Bugni del socio Emilio Sacchi.

Fulvio Rozzi, molto commosso, si è detto fiero di appartenere a una associazione che ha come obiettivo “we serve”, ricordando, come appunto affermava il fondatore Melvin Jones, “che non si può andare lontano se non si fa qualcosa per gli altri­”.

Ospite gradito della serata il magistrato Francesco Nuzzo che ha presentato la sua ultima produzione letteraria, il libro “Divagazioni (semiserie) sulla Giustizia”.

Con il suo noto stile oratorio, preciso e piacevole, anche per i frequenti riferimenti e aneddoti storici, il magistrato si è soffermato su concetti fondamentali della giustizia, il “Diritto” che nasce da organizzazione e rispetto dei regolamenti, e la trasformazione avvenuta nel corso dei tempi del sistema giustizia, con il passaggio dalla vendetta personale, alla Legge del Taglione, fino al processo con i tre gradi di giudizio, garanzia di un giusto giudizio.

Nuzzo si è anche soffermato sulla necessità della separazione delle “carriere” e quindi sulla divisione fra la giustizia inquirente e quella giudicante, condizione necessaria e presupposto per una reale terzietà e imparzialità del magistrato giudicante.

Il magistrato ha anche passato in rassegna e posto l’attenzione su alcuni difetti del sistema giudiziario italiano: la “giustizia spettacolo” con magistrati che aspirano più alla notorietà che allo studio delle carte processuali, ai mass-media che mettono in prima pagina il mostro con condanne precostituite e che le prove dei fatti poi smentiscono con tardive e ormai inutili assoluzioni. E ancora l’uso scorretto dei “collaboratori di Giustizia”, che coadiuvano i magistrati solo per personale interesse e non per vero pentimento. Per arrivare, infine, all’ingiustizia del “lungo processo”, intasato per pratiche giuridiche di poco conto o per lievi reati di natura civile che potrebbero essere risolti con una rapida condanna del risarcimento pecuniario.

Da magistrato dotto e amante della letteratura, Nuzzo si è infine soffermato sull’uso improprio della lingua italiana e del linguaggio giuridico, spesso carico di inutili tecnicismi o di arzigogoli retorici che nuocciono alla comunicazione delle idee. Ha concluso il suo intervento citando, con “divagazioni semiserie”, divertenti frasi tratte da rapporti giudiziari o dai verbali delle forze dell’ordine.

Visit Us On Facebook

Questo sito utilizza dei cookie che ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Puoi prendere visione dell'informativa estesa sull'uso dei cookie o negare il consenso cliccando su Maggiori informazioni

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Chiudi