Il club si confronta con la realtà cremonese: primo incontro a Borgo Loreto

Martedì 15 ottobre i soci del Club Cremona Europea si sono riuniti presso l’oratorio della parrocchia di Borgo Loreto per una conviviale diversa dal solito, ospiti di una bella realtà cittadina appartenente al gruppo Caritas, gestita da volontari coordinati dal parroco don Giuseppe Ghisolfi.

Il presidente del Club Francesco Pizzorni e i numerosi soci hanno potuto costatare di persona, l’efficienza e l’entusiasmo del gruppo di San Genesio-Borgo Loreto, per la maggioranza giovani, e apprendere attraverso la breve presentazione di don Ghisolfi, delle criticità di molti residenti nel rione, nato dopo la seconda guerra mondiale per ospitare i profughi di Trieste e Dalmazia.

La generale crisi economica si fa sentire anche da noi e nel rione le persone che vivono in difficoltà sono aumentate in modo preoccupante. La perdita del lavoro del capofamiglia, di solito, è la causa principale della crisi di molte famiglie che si ritrovano improvvisamente nella condizione di non poter soddisfare anche i bisogni più elementari, come pagare l’affitto o affrontare le scadenze delle utenze, con la minaccia del taglio di luce o gas, a volte non in grado di acquistare anche generi alimentari di prima necessità. Molte famiglie inoltre – ha posto l’accento don Ghisolfi  non chiedono aiuto e vivono con discrezione e dignità la loro nuova condizione di povertà, nella speranza di uscire, da sole, dalle loro sofferenze: nostro compito – ha concluso – è anche quello di intercettare questi bisogni sconosciuti“.

Il presidente Francesco Pizzorni ha ringraziato don Giuseppe e i volontari per la simpatica conviviale, e si è sentito orgoglioso che il contributo raccolto nella serata dal club Cremona Europea contribuirà, a partire già da domani, ad affrontare le più pressanti e urgenti richieste di aiuto della lunga lista di bisogni presentata da don Giuseppe. Il presidente Pizzorni, chiudendo la serata, ha espresso la sua soddisfazione per la grande partecipazione di soci e familiari che hanno potuto rendersi conto della realtà del territorio cremonese e capito che la povertà, alle volte, può essere molto più vicina di quanto si possa pensare.

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